Accessibilità digitale dei siti web: dopo la condanna di una nota catena di supermercati, chi rischia e come adeguarsi

L'accessibilità digitale è l'obbligo, previsto dall'European Accessibility Act (EAA) in vigore dal 28 giugno 2025, di rendere siti web, app e servizi digitali utilizzabili da chiunque, incluse le persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. La condanna di una nota catena di supermercati da parte del tribunale di Caen il 4 giugno 2026 — con ingiunzione ad adeguarsi in sei mesi e 500 euro al giorno di penale — dimostra che gli obblighi non sono più teorici: la catena giuridica è operativa e il contenzioso è avviato. In Italia, il D.Lgs. 82/2022 prevede sanzioni da 5.000 a 40.000 euro. Per i soggetti con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni, la sanzione può arrivare fino al 5% del fatturato annuo.

Sentenza 2026: condanna di una nota catena di supermercati per inaccessibilità del sito e-commerce

Il 4 giugno 2026 il tribunale di Caen ha condannato una nota catena di supermercati per l'inaccessibilità del sito e dell'app di spesa online alle persone con disabilità visiva. Due associazioni — ApiDV e Droit pluriel — hanno citato in giudizio il gruppo sulla base dell'articolo L. 412-13 del codice del consumo francese, che impone ai servizi digitali di essere percepibili, utilizzabili, comprensibili e robusti.

La sentenza prevede sei mesi per conformarsi ai requisiti del RGAA (il riferimento tecnico francese per l'accessibilità, equivalente delle WCAG), 500 euro di penale per ogni giorno di ritardo e 10.000 euro di risarcimento danni.

Non si tratta di un episodio isolato. A maggio 2026 le stesse associazioni avevano portato un’altra nota catena di supermercati in tribunale per una richiesta analoga. In quel caso hanno perso, ma il primo contenzioso è servito ad affinare la strategia legale. Poche settimane dopo, contro la nota catena di supermercati, hanno vinto. La dinamica è chiara: il precedente esiste, la metodologia è collaudata, e le prossime cause saranno più rapide da istruire.

Cosa prevede l'European Accessibility Act e chi è obbligato

L'EAA (Direttiva UE 2019/882) stabilisce che tutti i nuovi prodotti e servizi digitali immessi sul mercato UE dal 28 giugno 2025 debbano essere accessibili. Per quelli già esistenti prima di quella data, è previsto un periodo transitorio fino al 28 giugno 2030.

I settori coinvolti sono: e-commerce, servizi bancari e finanziari, comunicazione elettronica, trasporti, editoria digitale. In pratica, qualsiasi servizio digitale rivolto al consumatore.

Sono esentate solo le microimprese, ovvero le aziende con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo oppure un totale di bilancio annuo non superiore a 2 milioni di euro.

 

In Italia il recepimento è avvenuto con il D.Lgs. 82/2022, che prevede sanzioni da 5.000 a 40.000 euro. Per i soggetti con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni, la sanzione può arrivare fino al 5% del fatturato annuo. In altri Paesi europei le cifre sono anche più alte: fino a 100.000 euro in Germania e 80.000 in Austria.

Cosa significa accessibilità digitale: WCAG e requisiti tecnici

Accessibilità digitale significa che un sito, un'app o un servizio online può essere utilizzato da chiunque, a prescindere da disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. Il riferimento tecnico internazionale sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), che si basano su quattro principi: il contenuto deve essere percepibile, utilizzabile, comprensibile e robusto.

In concreto, un sito accessibile deve garantire:

  • Alternative testuali sulle immagini, perché una persona non vedente possa navigare con uno screen reader
  • Contrasti adeguati tra testo e sfondo, perché una persona ipovedente o daltonica possa leggere i contenuti
  • Navigazione da tastiera, perché una persona con mobilità ridotta possa usare il sito senza mouse
  • Sottotitoli e trascrizioni sui contenuti video, perché una persona sorda possa accedere alle informazioni
  • Struttura semantica dell'HTML e compatibilità con le tecnologie assistive
  • Contenuti chiari e prevedibili, fruibili anche da persone con disabilità cognitive

Nel caso in esame, il tribunale ha accertato le carenze proprio su questi punti: immagini senza testo alternativo, contrasti insufficienti, funzionalità incompatibili con i lettori di schermo.

Come adeguare un sito web all'European Accessibility Act

Dal 28 giugno 2025, ogni azienda che rientra nel perimetro dell'EAA deve pubblicare una dichiarazione di accessibilità sul proprio sito web, basata su un audit tecnico reale — non su una stima o un'autodichiarazione generica.

Il percorso di adeguamento si articola in tre fasi.

1. Audit di accessibilità

Un'analisi tecnica del sito che individua le barriere esistenti rispetto ai criteri WCAG: problemi di contrasto, immagini senza alt text, form senza label, video senza sottotitoli, incompatibilità con screen reader, impossibilità di navigazione da tastiera.

2. Piano di conformità

La definizione delle priorità di intervento e delle tempistiche per risolvere le non conformità individuate, integrandole nei normali cicli di sviluppo e aggiornamento del sito.

3. Implementazione e monitoraggio continuo

L'accessibilità non è uno stato da raggiungere una volta e dimenticare. Ogni aggiornamento del sito — nuove pagine, nuove funzionalità, nuovi contenuti — deve rispettare gli stessi standard. La dichiarazione di accessibilità va aggiornata di conseguenza.

Accessibilità digitale e SEO: perché vanno di pari passo

L'accessibilità e la SEO condividono lo stesso terreno tecnico. Un sito con struttura HTML semantica corretta, alt text sulle immagini, gerarchia di heading coerente, contrasti adeguati e tempi di caricamento ottimizzati è esattamente ciò che Google premia nel ranking.

Non è una coincidenza: i Core Web Vitals di Google misurano aspetti che si sovrappongono direttamente ai requisiti di accessibilità. Un sito più accessibile è un sito che funziona meglio per tutti gli utenti — e un sito che funziona meglio per tutti gli utenti è un sito che performa meglio nei motori di ricerca.

Adeguarsi all'EAA non è quindi solo una questione di conformità normativa: è un investimento sulla qualità complessiva del proprio ecosistema digitale.

Il primo passo è capire a che punto è il tuo sito rispetto ai requisiti dell'EAA. Se stai pensando di adeguarti o di rifare il sito, possiamo aiutarti a valutare la situazione e indirizzarti verso le soluzioni più adatte.

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