La notizia è arrivata pochi giorni fa, ma non è sembrata del tutto “spontanea”.

Il Wall Street Journal scopre un bug su Google+ e Google annuncia la sua chiusura.

Che tempismo, verrebbe da dire.

Ma cosa è successo?
Dal 2015 a marzo 2018 alcuni dati degli account di oltre 500.000 utenti iscritti a Google+ sono stati erroneamente a disposizione di sviluppatori e hacker.

Sorpresa? Macché.

Google era a conoscenza della falla, chiusa nel marzo 2018, ma erano i giorni dello scandalo di Facebook e Cambridge Analytica: i riflettori erano puntati su un Mark Zuckerberg in ginocchio sui ceci di fronte al congresso degli Stati Uniti.
La prospettiva non dev’essere parsa allettante a Google che ha pensato bene di tacere.
Un portavoce del gigante di Mountain View ha dichiarato che tutto sarebbe stato spiegato durante questa settimana e l’articolo del Wall Street Journal avrebbe solo anticipato i tempi.

Quali dati sono stati esposti?
Google ci tiene a specificare che solo alcuni dati sono stati “a rischio”; parliamo di dati anagrafici e di contatto. I post non sarebbero mai stati a disposizione degli sviluppatori.
Inoltre, precisa Google, non abbiamo nessuna prova che i dati siano stati veramente acquisiti da qualcuno. A riprova della sua buona fede Google aggiunge “ogni giorno inviamo migliaia di alert ai nostri utenti su Gmail, quando qualcosa fa insorgere il sospetto che il loro account di posta stia subendo una qualsiasi minaccia”.
Insomma se avessero avuto il sospetto di un “furto di dati” l’avrebbero detto subito.

Quando chiuderà Google+?
Intanto a chiudere sarà solo la versione “consumer” e gli utenti avranno tempo fino a marzo 2019 per salvare, se lo desiderano, dati e informazioni.
Rimarrà attiva la versione business, per la quale - naturalmente - Google promette un potenziamento della sicurezza.

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