Luglio, agosto e dicembre: sono mesi in cui tradizionalmente, in Italia, il ritmo della comunicazione aziendale BtoB (business to business) cambia, e sembra che rallenti molto. Perché? Ed è giusto? Fermo restando che la vacanze estive sono importanti e super raccomandate quando si è lavorato sodo per un anno, grazie a tool moderni e a una buona dose di organizzazione oggi si può programmare il lavoro in modo che la comunicazione non subisca arresti prolungati, facendoci pericolosamente scomparire dalla vista (e dalla memoria) del nostro target.

Quello che farete (o non farete) in questo periodo potrebbe essere molto visibile, soprattutto se suonerà come una mancanza.

Perché la comunicazione in estate rallenta

Fino a qualche anno fa poteva essere accettabile, sia perché lo stesso rallentamento si aveva in alcuni meccanismi produttivi, sia perché territorialmente le aree commerciali erano più circoscritte. Oggi l’internazionalizzazione dei rapporti di business, sia nel settore produttivo che in quello dei servizi, rende controproducente il calo della comunicazione esterna. Ma non solo: si aggiunga che da tempo il flusso di acquisizione del cliente (e conclusione della transazione) è cambiato e si è allungato, estendendosi nelle fasi di:
  • Consapevolezza
  • Conoscenza
  • Gradimento
  • Preferenza
  • Convinzione
  • Acquisto


Aperti ad Agosto: ha senso?

Non per forza. Due o tre settimane di chiusura aziendale non pregiudicheranno la vostra visibilità ed efficacia, a patto che, nelle settimane precedenti e in quelle seguenti, abbiate già programmato le giuste attività.

A cosa serve fare attività di comunicazione in estate?

I nuovi “funnel lunghi” di acquisizione dei clienti rendono impensabile la scelta di escludere dall’arco temporale mesi preziosi, non tanto per “concludere” una trattativa quanto per aumentare nel target, nei prospect e nei clienti la percezione di presenza, autorevolezza, fiducia e gradimento.

Quali attività di comunicazione privilegiare in estate

A luglio e agosto è bene coltivare l’immagine aziendale sui social, canale che, grazie all’aumento di tempo libero, vede crescere il tempo dedicato alla sua frequentazione. Quindi via libera a post, anche più lunghi, di racconto aziendale o a case study virtuose.
Possiamo diminuire l’attività di lead generation ma coltivare la produzione di contenuti pertinenti sia sui siti web (blog aziendale) ma anche attraverso DEM informazionali (direct email marketing) o newsletter (profilate, mi raccomando).
Anche per l’ADVERTISING è un buon momento: programmate le nuove campagne che a settembre/ottobre avranno un appeal potenziato sulle menti ritemprate dalla pausa estiva e incontreranno un atteggiamento propositivo da parte degli acquirenti.

Cataloghi e brochure: ecco un altro progetto furbo che, affrontato a luglio, permetterà di ripartire a settembre con gli strumenti di vendita rinnovati e pronti per la stagione delle vendite.

E quali sono le attività di marketing sconsigliate nel periodo estivo?

In generale le attività di chiusura delle trattative, i tentativi di vendita diretta (DEM di prodotto) o i lanci prodotto/servizio (tranne in caso di utilità specifica proprio in questo periodo).
Anche organizzare eventi potrebbe esporvi a clamorose assenze, complice la sempre crescente tendenza alle ferie scaglionate.

In conclusione:
In estate utilizzate la comunicazione soprattutto per raccontarvi, diffondere il vostro marchio e aumentare la vostra credibilità.

In questo caso la comunicazione è come una carota: si semina a luglio e si raccoglie a settembre, così ad agosto potremo goderci qualche settimana di meritato riposo.