Faceapp, Privacy e Cybersecurity

Faceapp è un’app che, installata gratuitamente sul telefono cellulare, permette di applicare filtri fotografici alle immagini della nostra gallery, divertendosi a visualizzare i nostri volti con o senza barba, con acconciature diverse ed effetti simili.
Ma la cosa più divertente che fa è quella di proporci la nostra versione di sesso opposto oppure invecchiata di 30 o 40 anni.

Faceapp e l’intelligenza artificiale

Come funziona Faceapp? Alla base dei suoi “fotoritocchi” c’è un software di intelligenza artificiale che analizza i visi presenti nelle fotografie e li modifica secondo parametri di “invecchiamento” prestabiliti. L’effetto è davvero impressionante. I commenti spaziano tra “sembro mia nonna” a “sono uguale a mio padre” fino a “uh che orrore”. Qualcuno pensa che dovrebbero imporla per legge prima del matrimonio, per verificare come sarà il partner dopo una vita insieme.
Il fatto è che l’Faceapp in realtà è già nota da qualche anno ma a farla diventare virale in questi giorni è stata la challenge sull’invecchiamento che si è scatenata sui social da qualche giorno. Anche TAFFO, la Funeral Service House romana, nota per le sue freddure di instant marketing, non ha fatto mancare il suo commento, postando una bella bara con la dicitura “attenti che è un attimo”.

Faceapp e la privacy

Naturalmente accanto al lato giocoso c’è sempre il retroscena scabroso.

I dati a cui permettiamo di accedere a Faceapp installandola sul nostro telefono, che fine fanno?

Gli sviluppatori di Wireless Lab assicurano che le nostre foto vengono cancellate dopo 48 ore, peccato che le regole per la privacy sottoposte all’utente al momento dell’adesione non siano conformi al GDPR.

Dove finiscono i nostri dati a cui accede Faceapp?

La società che gestisce Faceapp ha sede a San Pietroburgo, in Russia. I nostri dati vanno in Russia e poi rimbalzano in USA.

In America è allarme: disinstallate subito Faceapp

Ora immaginate che il vostro peggior nemico possa vedere chi siete, che faccia avete, che posti frequentate, chi sono i vostri amici, figli e parenti fino al quinto grado. Un bel problema. Ecco perché l’America ha chiesto ai suoi cittadini di disinstallare subito Faceapp da ogni dispositivo: i danni che potrebbe causare non sono certi, ma comunque è meglio prevenirli. Non è infatti abbastanza sbiadito il ricordo dell’hacker che, nel 2016, ostacolò la corsa alla presidenza di Hilary Clinton. In conclusione non è la prima (e non sarà l’ultima) volta in cui regaliamo nostre informazioni in cambio di un vantaggio/piacere immediato. L’importante è maturare la consapevolezza non solo che stiamo cedendo i nostri dati, ma che non sappiamo esattamente che conseguenze questo possa avere per noi e per gli altri.

Strava: la mappa delle basi militari

Pochi mesi fa STRAVA ha rilasciato una mappa globale dedicata ai runner, per essere interconnessi tramite gps e correre in sicurezza, insieme ad altri. Peccato che, zummando sulla mappa in zone come la Siria, l’Iran e l’Afghanistan, i percorsi evidenziati dai gps dei corridori finiscano per coincidere con i perimetri delle basi militari (segrete) ivi presenti. OPSS.

Comunque, noi di Briefinglab, non invecchiamo mai.